responsible credit
HOME   IMPRINT - ECRC   PRIVACY POLICY   SITEMAP   | ECRC IN THE MEDIA |
Search OK

 
Home
Credito al consumo esposto alle frodi Subito più controlli per legge

21 febbraio 2010

«Credito al consumo esposto alle frodi Subito più controlli per legge»

di Marco Mobili (Il Sole 24 Ore)

Scarsa tutela per i consumatori con rischi di frode e mancato rispetto della privacy; costi troppo elevati; poca trasparenza e mancanza di vigilanza sugli operatori del settore. Sono le criticità sul credito al consumo emerse dall'indagine conoscitiva condotta da giugno 2009 fino ad oggi dalla commissione Finanze della Camera.

Oltre 35 sedute e più di 40 audizioni con gli operatori di settore e con gli organi di vigilanza come la Banca d'Italia per conoscere a fondo il mercato del credito al consumo anche alla luce della crisi economica.
Consumatori poco tutelati Al primo posto delle criticità evidenziate dalla commissione di Montecitorio emergono le scarse tutele offerte oggi ai consumatori. L'accento è posto in particolare sulla scarsa trasparenza nei rapporti tra consumatori, erogatori del credito e intermediari. Senza considerare, poi, la troppa lacunosità delle clausole contrattuali che spesso sconfinano «in vere e proprie pratiche commerciali scorrette».
Tra le soluzioni proposte quella di aumentare i poteri di vigilanza tanto alla Banca d'Italia che al garante del mercato e della concorrenza, magari consentendo a quest'ultimo di sospendere con provvedimento amministrativo tutte quelle clausole del contratto di credito non direttamente riferibili al consumatore. Ma non solo. Secondo i deputati è necessario incidere più efficacemente anche con le sanzioni pecuniarie da applicare nei casi di scorrettezze contrattuali. E l'attuale sanzione massima applicabile di 500mila euro, è ritenuta assolutamente poco incisiva a fronte di un mercato che produce un valore annuo di 110 miliardi.

I costi più alti della Ue

L'attuale mercato del credito al consumo pone anche evidenti problemi di costi. Un tema particolarmente delicato e "oscuro" tanto che la stessa commissione, si legge nel parere conclusivo, ha incontrato estrema difficoltà nell'acquisizione dagli intermediari di dati certi e effidabili.
Un solo dato dato certo è emerso: che l'Italia rispetto al resto del mondo presenta i costi più alti. Dai dati raccolti, infatti, emerge che il costo medio del credito si attesta, nelle ipotesi migliori, al 10%, mentre nella sola area euro il costo medio è di circa 1,5 punti percentuali in meno.

Tassi oltre l'usura
Nel mirino dei deputati sono finite soprattutto le carte cosiddette revolving, che presentano in termini di tassi medi i valori più alti con percentuali che oltrepassano il 17 per cento. Secondo gli indicatori sintetici di costi, scrivono i deputati, si sono raggiunti oneri del 19% con casi in cui gli interessi annui effettivi praticati ai clienti per il credito concesso in relazione all'utilizzo hanno raggiunto livelli anche superiori al 50% o ancora «notevolmente al di sopra della soglia di usura».
Seguono il credito finalizzato con il 12% i prestiti personali che in media viaggiano con interessi dell'11% e la cessione del quinto dello stipendio o della pensione con un tasso del 9% ma che non include le spese per le polizze assicurative.
Dall'indagine emerge anche che i più esosi sono gli intermediari non bancari che offrono tassi medi pari a circa il 14,4% per importi inferiori ai 5mila euro e di circa l'11% per importi superiori.
Un elemento, quello dei costi troppi elevati, che raggiunge il suo paradosso con l'elevato numero di operatori del settore che, in relazione al maggior grado di concorrenzialità, dovrebbe in realtà ridurre i costi del credito al consumo. Ma sul fronte operatori del mercato i dubbi sollevati dalla commissione finanze di Montecitorio non diminuiscono e al contrario preoccupano i parlamentari che arrivano a chiedere interventi mirati per disciplinare l'intero settore.

Troppi operatori
Secondo quanto emerge dall'indagine oggi ci si trova in una situazione estremamente complessa e variegata e cosa ancora più preoccupante con 171 società finanziarie iscritte nell'elenco previsto dall'articolo 107 del Testo unico bancario, ma solo 35 di queste risultano essere nell'elenco speciale e sottoposte a regolare vigilanza della Banca d'Italia. A queste si aggiungono altre 1.100 società iscritte nell'elenco previsto dall'articolo 106 del Tub, nonché 180mila mediatori creditizi e agenti finanziari dei quali meno di 17mila hanno personalità giuridica.
A questo deve aggiungersi il fatto, dice la commissione, che per l'iscrizione nell'elenco dell'articolo 106 del Tub o negli elenchi e albi degli intermediari creditizi, sono richieste condizioni puramente formali e che la Banca d'Italia non dispone né di strumenti né di risorse per garantire una vigilanza capillare su una galassia di operatori prevalentemente composta da persone fisiche.

La grande distribuzione
Un faro, infine, andrebbe acceso anche sulle catene della grande distribuzioni che in molti casi offrono ai clienti-consumatori la possibilità di finanziamenti avvalendosi, però, di personale che «nella massima parte dei casi non è dotato di alcuna specifica qualificazione in ambito creditizio e non è dunque nemmeno in grado di illustrare adeguatamente al consumatore le caratteristiche».
Ma, al di là dei possibili aggiustamenti in corsa che si potrebbero apportare all'intero sistema con il recepimento di alcune direttive europee (n. 64/07 servizi di pagamento e n. 48/08 proprio sul credito al consumo), la commissione Finanze di Montecitorio auspica che «la politica si riappropri della capacità di governare i processi di evoluzione, a volte tumultuosi, che stanno interessando il settore creditizio, e quello del credito al consumo in particolare».

Mutui prima casa: via libera al fondo di solidarietà

21 febbraio 2010

"Dai nostri archivi"
«Credito al consumo esposto alle frodi Subito più controlli per legge»
Bankitalia: troppo costoso il credito al consumo
Pizzetti, criticità nel ddl su furti d'identità e frodi
Il 26% delle famiglie italiane ha un finanziamento
In sei anni restituisce il 64 0n più


ID: 45095
Publication date: 23/02/10
   
URL(s):

Link: Regolazion www.astrid-online.it

Link: Articolo www.ilsole24ore.com
 

Created: 23/02/10. Last changed: 23/02/10.
Information concerning property and copy right of the content will be given by the Institut For Financial Services (IFF) on demand. A lack of explicit information on this web site does not imply any right for free usage of any content.